Je pourrais prendre d'autres exemples de papes qui ont manifestement erré en matière pastorale comme Sixte Quint, un pape célébré par les historiens tridentins, mais qui a commis une immense balourdise avec sa Vulgate révisée de 1590, révisée largement par lui-même personnellement.
Promulguer une version authentique (selon le décret du concile de Trente) pour utilisation dans la liturgie et l'enseignement, une version fausse et considérée comme telle dès 1590 au point que son successeur fit rechercher et retirer tous les exemplaires (si possible) ayant été vendus, c'est aussi important que tous les textes de Vatican II ou post-conciliaires puisque la Bible est au centre de la Révélation.
(les libéraux totalitaires aujourd'hui veulent des versions alignées sur leur opinion d'ailleurs, des chrétiens ont été arrêtés aux USA pour proclamer la Bible, en Europe aussi (GB, Suède).
Alors Sixte Quint pape ou anti-pape ?
"[...]15.
Oppongono essi [
gli eretici] che la nostra volgata dissente dall'ebraica e dalla greca, e
che perciò
Clemente VIII. corresse in più luoghi la stessa volgata data fuori da Sisto V., e che ella neppure è purgata in tutto, come confessa il medesimo Clemente nella sua prefazione. Si risponde che la volgata non dissente dall'ebraica e greca in quanto al senso sostanziale; poiché i traduttori hanno riguardato più al senso che alle parole, affinché la versione non riuscisse molto oscura. Ma del resto che importa che la volgata discordi in più cose dall'ebrea e greca, mentre è noto, come avvertono gli eruditi, che gli esemplari ebraici e greci al presente si ritrovano in parte difettosi?
La lezione poi di Clemente non variò da quella di Sisto in quanto al senso, ma solo in quanto a certe espressioni; tanto più che nello stesso testo ben possono esservi più sensi, come dicono i medesimi avversarj. La volgata, secondo parla Clemente, neppure oggi è libera da ogni errore accidentale; ma così per quella di Sisto, che per altro non fu promulgata, come per quella di Clemente sta definito ch'elle sono esenti da ogni errore sostanziale contro la fede o i buoni costumi, circa le quali cose, attesa la promessa di Gesù Cristo, la chiesa non può errare. Ma come il concilio di Trento poté dichiarare autentica quell'edizione che doveva esser corretta poi da Clemente? Rispondo: il concilio ben dichiarò autentica quella edizione che prima chiamavasi vecchia o volgata, ed era stata già provata per vera col lungo uso di tanti secoli per mezzo della tradizione apostolica, ch'è la parola viva della fede;
altro dunque
non dispose il concilio, se non che dal pontefice si aggiustassero meglio gli errori ch'erano accidentali. [...]"
Source: S. Alfonso Maria de Liguori,
Verità della Fede (PARTE TERZA - CONTRO I SETTARJ CHE NEGANO LA CHIESA CATTOLICA ESSERE L'UNICA VERA, CAP.VI. Falsità della religione pretesa riformata §. 2. È falsa secondariamente la religion riformata, perché manca ad essa la regola di fede) in “
Opere di S. Alfonso Maria de Liguori”, Pier Giacinto Marietti, Vol. VIII, pp. 536 - 786, Torino, 1880.
(Lien:
https://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/__P3B9.HTM</A).