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Nei libri storici uno spinoso problema fu presentato da quei libri della Volgata, il cui testo né corrisponde al testo della lingua originale né si avvicina a quello delle recenti edizioni bibliche. Poiché scopo della Neo-Volgata – secondo l’intenzione di Paolo VI – è quello di « rispettare alla lettera il testo della Volgata di S. Girolamo là dove esso riproduce fedelmente il testo originale, quale risulta dalle presenti edizioni scientifiche », si comprende l’abbandono del testo della Volgata per i libri di Tobia e Giuditta : l’originale semitico ne è andato perduto e la stessa traduzione di Girolamo, secondo la sua testimonianza, fu fatta velocemente e a senso. Inutile, quindi, anche il confronto con la versione greca, alla quale è più vicina, invece, la Vetus Latina.
Con l’esplicita autorizzazione del S. Padre, la Commissione abbandonò, dunque, il testo della Volgata, adottando come base, e diligentemente confrontandoli con codici latini e greci, due codici del sec. X della Vetus Latina, e precisamente il cod. XXII di Vercelli per il libro di Tobia e il cod. di Berna per il libro di Giuditta.
In L’Osservatore Romano
anno CXIX, n. 97 (36.081)
Sabato 28 Aprile 1979
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