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images/icones/flagIt.gif  ( 960676 )La triste apostasie d'Alessandro Gnocchi (R. di Mattei) par Bernard Joustrate (2023-02-16 09:42:25) 



La triste apostasia di Alessandro Gnocchi
di Roberto de Mattei

La perdita di un’anima è sempre un caso doloroso, ma lo è molto di più quando ciò comporta uno scandalo per altre anime. E’ questo il caso dell’apostasia di Alessandro Gnocchi, che in un libro dal titolo Ritorno alle sorgenti. Il mio pellegrinaggio a Oriente nel cuore dell’Ortodossia (Monasterium, gennaio 2023, pp.170) ha annunciato di avere voltato le spalle alla Chiesa cattolica, per entrare a far parte del «Patriarcato di Mosca, ecumene ortodosso» (p. 14).

Egli è ora “Aleksander” e la sua anima non appartiene più alla Chiesa, ma a quella del suo «staretz», «qualcuno che prende la vostra anima e la vostra volontà e le assimila nella propria anima e nella propria volontà» (F. Dostoevskij, I fratelli Karamazov, I, Mondadori, Milano 1998, p. 39). Sotto la guida dello staretz, egli ritiene di essersi incamminato lungo il «sentiero della santità» (p. 30). Il suo cuore «si trova sul Monte Athos, l’Agion Oros, la Santa montagna, in venerazione dei veri santi» (ivi). Tutto quanto è scritto «nel mio libro», afferma, «è la conclusione di un lavoro intrapreso con il mio staretz» (p. 103).

Conosco e ho stimato Alessandro Gnocchi dal 2009. Presentò in varie occasioni la mia storia del Concilio Vaticano II, pubblicata da Lindau nel 2010, ed io recensii su Il Foglio il bel libro pubblicato da lui e da Mario Palmaro (1968-2014), La Bella addormentata. Perché dopo il Vaticano II la Chiesa è entrata in crisi. Perché si risveglierà (Fede e Cultura, Verona 2012). La “Bella addormentata”, secondo Gnocchi e Palmaro, è la Sposa di Cristo, che nel suo aspetto divino mantiene inalterata la sua bellezza, ma sembra immersa in un profondo letargo. «Bella perché, nonostante i nostri peccati, le nostre debolezze, i nostri tradimenti, i nostri errori, la Chiesa cattolica continua a essere, e sarà sempre, l’immacolata sposa di Cristo» (p. 5).

Oggi però Gnocchi rinnega quell’«immacolata sposa di Cristo» e alla voce dei suoi Papi, dei suoi dottori e dei suoi santi, sostituisce quella degli staretz russi, dipendenti dal Patriarcato di Mosca. La sua apostasia viene inoltre presentata in alcune pubblicazioni e blog tradizionalisti come una seria e sofferta scelta spirituale. Ciò conferma la situazione di profonda confusione in cui questo mondo si trova da qualche anno a questa parte.

Gnocchi, nel fondo, disprezza i suoi superficiali apologeti, perché, a differenza di loro, non è sincretista. Il rifiuto dell’ecumenismo è l’unico punto in cui egli è coerente con il suo passato. La riconciliazione teologica tra ortodossia e Chiesa cattolica per lui è «tecnicamente» impossibile, «l’Unità delle Chiese si mostra sempre più come una chimera destinata, nella realtà, a frustrare dei buoni sentimenti fondati sul nulla…» (p. 113). Il suo ripudio della Chiesa di Roma è totale e inappellabile. La religione cattolica è definita «emisfero romano», «cieco e inconcludente» (p. 62). San Pietro non ha avuto successori (p. 105): «il papa di Roma è dunque solo un vescovo, niente di più!» (p. 106) e l’«ideologia papale» (107) si è definitivamente allontanata da Cristo. La sua è stata un’istantanea “conversione” a rovescio: «Quando sono entrato per la prima volta in una parrocchia ortodossa mentre si stava celebrando la Divina liturgia mi è stato subito evidente che, arrivato lì con l’idea di essere cattolico romano, ne sarei uscito ortodosso russo. Così avvenne» (p. 80). «Mi è stato altrettanto chiaro – scrive oltre – che la Chiesa romana ha ceduto fin dai primi secoli alle tentazioni demoniache respinte da Gesù nel deserto» (p. 97).

Questa posizione, così chiaramente espressa, non è solo scismatica, ma apertamente eretica. Dopo che il Concilio Vaticano I definì verità di fede il primato del Romano pontefice, non è del resto più possibile lo scisma senza l’eresia. La conseguenza di questa defezione è l’autocefalia. Tutti si sentono piccoli “papi” e diventano “protestanti”. Del resto, che cosa non è, se non protestantesimo, la religione scismatica russa nata nel 1589, quando, per un capriccio dello zar Fëdor (Teodoro) I Ivanovič, fu istituito al Cremlino il patriarcato di Mosca? Da allora, tra tutte le chiese orientali, la “Terza Roma”, si è presentata come la principale rivale della Chiesa cattolica.

Nessuno dica che conservando la validità dei sacramenti la chiesa scismatica orientale mantiene una riserva spirituale. La validità dei sacramenti non significa infatti flusso di vita spirituale. I sacramenti sono cause efficienti strumentali che esigono, come ogni principio attivo, la disposizione del soggetto che li riceve, per produrre il loro effetto. Non c’è santità possibile al di fuori della vita della grazia, ma non c’è autentica grazia possibile, al di fuori della Chiesa cattolica. Chi abbandona la Chiesa cattolica per passare alla cosiddetta ortodossia commette un peccato mortale tra i più gravi. Attraverso la grazia accogliamo la divina persona dello Spirito Santo, la SS. ma Trinità viene ad abitare nella nostra anima, ed essa diviene Sposa di Dio; per la grazia ci vengono infuse le virtù teologali e morali e riceviamo i sette doni dello Spirito Santo. Ma chi è in peccato mortale è privo dell’azione della grazia santificante.

Ha perfettamente ragione chi definisce l’ortodossia un «ramo secco», buono solo per il fuoco. La linfa soprannaturale non scorre nel tronco delle false religioni. Perciò Joseph de Maistre giudiziosamente afferma: «Tutte queste Chiese separate dalla Santa Sede all’inizio del XII secolo possono essere paragonate a cadaveri congelati le cui forme sono state preservate dal freddo» (Lettre à une dame russe sur la nature et les effets du schisme, in Lettres et opuscules inédits, A. Vaton, Paris 1863, vol. II p. 406).

E’ vero che ci si può salvare per via straordinaria anche all’interno di religioni non cattoliche, malgrado la loro erroneità, ma Alessandro Gnocchi non è un mugiko ignaro della verità cattolica: è un battezzato, che dopo aver conosciuto e professato la vera Fede, l’ha pubblicamente ripudiata e definisce il suo «consapevole ritorno all’Ortodossia» (p. 39) come «un passo irrevocabile» (p. 81).

Chi si trova in peccato mortale consapevole e irrevocabile, si priva definitivamente dell’influsso della grazia. Per questo, insegna l’Enciclopedia Cattolica, «lo scismatico, trovandosi volontariamente fuori dalla Chiesa non partecipa alla vita divina del Corpo Mistico ed è privato dei mezzi di santificazione» (Vincenzo Carbone, Scisma, vol. XI, col. 116). La grazia è un dono divino infinitamente superiore ad ogni cosa creata. E se, come dice san Tommaso, è più grande il ricondurre un peccatore nello stato di grazia che creare il cielo e la terra (Summa Theologica, I, 2, q. 113, a. 9) che cosa dovremmo pensare di chi rifiuta pertinacemente la grazia? Un terremoto che distrugge una città o una regione, come quello terribile della Turchia, ci impressiona profondamente, ma molto di più dovrebbe atterrirci la rovina di un’anima in seguito alla perdita della grazia. Lo diciamo ad alta voce. Il lezzo della religione moscovita ci disgusta, il profumo di Roma, Cattedra di Verità e Madre delle Genti, ci inebria. Proviamo però grande pena per Alessandro Gnocchi e per tutti coloro che sono tentai dallo scisma e dall’eresia, anche a causa degli errori e dei peccati delle supreme autorità della Chiesa. Ci troviamo di fronte a un dramma che esige la riflessione e la preghiera. Nessuno a cominciare da chi scrive, può ritenersi al riparo da tali rovinose cadute. La perseveranza finale è una grazia che bisogna chiedere ogni giorno con immensa fiducia a Colei che è Madre di tutte le grazie e che, dopo aver promesso nel 1917 la conversione della Russia scismatica e del mondo intero, il 3 gennaio 1944 riassunse in queste parole, a suor Lucia la grande promessa di Fatima: «nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità il Cielo!» (Um Caminho sob o olhar de Maria, Edições Carmelo, Coimbra 2012, p. 267).
images/icones/fleche2.gif  ( 960678 )par delà la question ecclésiologique ici rappelée par Luc Perrin (2023-02-16 10:56:48) 
[en réponse à 960676]

de manière sans doute exagérée, je ne crois pas que le schisme prive ipso facto les sacrements valides de toute grâce comme l'énonce Roberto de Mattei, il y a un point que le bon professeur n'aborde pas directement mais qui, à mon sens, sous-tend l'ensemble de ce qui s'apparente à une diatribe.

La déliquescence très avancée de l'Église romaine au sein de l'empire colonial américain (OTAN et dépendances) lui-même en état d'effondrement spirituel/moral/social* - ainsi que le montrent la Plandémie, le vaxisme et maintenant la course folle vers une guerre mondiale d'anéantissement que les plus fanatiques à Washington recherchent clairement (le clan néoconservateur Nuland, Blinken, Sullivan, Austin autour de J. Biden) -, cette déliquescence va-t-elle susciter un mouvement vers l'Orient et spécialement l'Église orthodoxe russe qui semble moins inféodée à cet empire américain ?

Il est clair, les chiffres et la simple observation le montrent, que le néo-catholicisme "californien", l'herméneutique de rupture et la volonté assumée de "transformer" l'Église catholique, apostolique et romaine issue de la succession apostolique dont R. de Mattei fait en contrepoint l'éloge, qui prévaut ouvertement à Rome depuis 2013 ne rallie pas les foules : la pratique en Occident chute, les vocations se raréfient au milieu de scandales de plus en plus graves au sein de la hiérarchie notamment, les bases de la foi elles-mêmes s'effritent et ce que Poulat nommait la "christianitude" (l'empreinte du christianisme demeurée au sein de l'Occident sécularisé) disparaît sous nos yeux.

Le Kaspéric pontifical prend l'eau comme je l'avais prédit en 2013-2014 sans aucun don de divination ou charisme spécial : l'adage s'applique mathématiquement, les mêmes causes produisent les mêmes effets. Le libéralisme (sous toutes ses formes qui vont jusqu'au libéralisme totalitaire et nihiliste actuel) tue la foi chrétienne : Pie IX l'avait perçu au XIXe siècle, Pie X l'avait bien vu avec le modernisme, Pie XII avec l'immanentisme dévoyé des blondélistes extrêmes, Paul VI en avait respiré la fumée méphitique en 1972, Jean Paul II et Benoît XVI l'avait traqué sous le nom d'individualisme et de relativisme.

La tentation devient plus grande de quitter le Kaspéric romain pour monter sur un canot de sauvetage ecclésial au sein du christianisme. Le message du Professeur italien est de rester sur le navire qui prend l'eau pour tenter de colmater les brèches dans l'espoir que l'Esprit amène un jour un des navires de secours, alerté qu'Il est le Saint Esprit par nos prières et nos cris de douleur car Job a fini par voir la fin de l'épreuve terrible à laquelle Dieu l'a soumis.

Dans les tourments que le peuple hébreu subit au long de l'Ancien Testament, par son péché et les péchés de ses chefs, le Très Haut redit périodiquement qu'il a maintenu son Alliance et n'a pas renié, Lui, sa promesse.

Jérémie 3, 14-17 (version AELF) :
14 Revenez, fils renégats – oracle du Seigneur ; c’est moi qui suis votre maître. Je vais vous prendre, un par ville, deux par clan, et vous faire venir à Sion.
15 Je vous donnerai des pasteurs selon mon cœur : ils vous conduiront avec savoir et intelligence.
16 Quand vous vous serez multipliés, quand vous aurez fructifié dans le pays, en ces jours-là – oracle du Seigneur –, on ne dira plus « Arche de l’Alliance du Seigneur », on ne gardera plus mémoire de l’Arche, on ne s’en souviendra plus, on ne s’en occupera plus, on n’en fera pas une autre.
17 En ce temps-là, on appellera Jérusalem « Trône du Seigneur ». Toutes les nations convergeront vers elle, vers le nom du Seigneur, à Jérusalem ; elles ne suivront plus les penchants mauvais de leur cœur endurci.

* un long entretien (1h44) entre Olivier Berruyer et Emmanuel Todd, sur Youtube, intitulé "La 3e guerre mondiale a commencé" aborde ce soubassement spirituel et par opposition l'assèchement métaphysique et le dérèglement complet de cet empire qui sont derrière la partition du monde en cours. [Nous sommes aux antipodes de la secte otaniste, j'en préviens les adeptes]
images/icones/neutre.gif  ( 960781 )Merci cher Luc par Roger (2023-02-19 20:35:30) 
[en réponse à 960678]

Je ne partage pas entièrement votre critique de l Otan car cette organisation reste imprégnée de l idée que "Poutine = KGB= URSS = métissage de Staline et Hitler" et ceci sans lien avec les idées qui inspirent le parti démocrate américain et les médias New yorkais .

De même Ursule von der Leyen exprime plus la culture CDU des années 1950 ou 60 que la lutte pour le mariage "pour tous".

En revanche je trouve très pertinente votre vision du clergé libéral.

La question du surnaturel, du jugement, de la vie éternelle, des sacrements, etc.. etc... leur est indifférente. Pour eux l important est une sorte de charité politique : abolition de la peine de mort, décolonisation, accueil des migrants, gratuite des services publics, fiscalité redistributive, antiracisme , aide au développement...si ces points politiques concrets sont acquis peu importe que les églises et les séminaires soient vides...
images/icones/neutre.gif  ( 960680 )D'après sa page Wikipedia par Sic transit (2023-02-16 11:28:35) 
[en réponse à 960676]

traduite en français, je comprends qu'il est passé à l'orthodoxie.


Le 19 octobre 2019, il est entré dans l' Église orthodoxe russe du Patriarcat de Moscou. Il a consacré un témoignage intense à cette phase de sa vie dans le livre Retour aux Sources. Mon pèlerinage en Orient au cœur de l'orthodoxie , Monastère, 2022.



Ce qui me rappelle la tout aussi triste évolution d'un très ancien liseur, passé, lui, à l'orthodoxie grecque (depuis il ne donne plus de libre accès à son blog ni, plus récemment, à sa page Instagram).
images/icones/3f.gif  ( 960698 )Passage à l orthodoxie. par Ludwik (2023-02-16 17:08:30) 
[en réponse à 960680]

Chaque fois que j'entends un occidental parler de l orthodoxie et notamment de l orthodoxie russe je me dis que l admiration est inversement proportionnelle à la connaissance des Églises en question.

Bien sûr la ligne officielle de l orthodoxie russe est conservatrice sur le plan des moeurs ce qui contraste douloureusement avec la cacophonie des hiérarques catholiques.
Cependant les problèmes de fond ne manquent pas dans l'orthodoxie russe, et je ne parle pas des problèmes de doctrine:

- camarilla de hiérarques homosexuels. Bien connue et dénoncée à de multiples reprises (cf Kuraev etc)
Si les prélats sont censés êtres des moines, bien souvent cela consiste simplement à tonsurer le futur hiérarque quelques jours ou semaines avant son ordination. En quelque sorte le symbole est sauf, et l obligation disciplinaire aussi. Mais rien de plus. Un jeune homme doué pour les études aura donc toutes les chances d être rapidement sacré sans que sa vie morale et son équilibre est été controlé ou tout du moins fortifié dans la vie monastique.
L exemple le plus récent est le jeune métropolite de Londres, maintenant réduit à l' état laïc, qui s' était mis en couple avec un jeune toxicomane.
Le nombre de cas est important, pire le réseautage et l influence de ces prélats est reelle. De ce point de vue l' Eglise Catholique n a pas grand chose à envier de ce coté.

- positionnement bioéthique peu clair ou mis sous le boisseau: dénonçant l avortement certes. Mais quasi rien sur la contraception ( trop gênant) , rien sur la PMA et la gpa ( largement utilisées et encouragées en Russie , crise démographique oblige)

- intrication avec instrumentalisation de l' église par le pouvoir temporel. La mise à l'écart d Hilarion Alfeyev , le hiérarque le plus brillant de l orthodoxie russe en est un exemple. C est une affaire colossale. L internet russe en est emplie.

- la gestion des monastères, qui mériterait un article entier.

A mon humble avis l orthodoxie roumaine, très active en France (feu le père Jean Boboc sur le transhumanisme, le père Costa de Beauregard, etc) est plus intéressante et plus saine.
Une incise au passage sur le plus grand théologien orthodoxe du xx siècle: le père Dimitru Staniloe. Aucune autre église orthodoxe n a produit de théologien de cette envergure.

Et tout cela n'est rien par rapport aux problèmes doctrinaux:
- théologie des énergies divines incréées de Grégoire Palamas.
- "oubli" du concile de Florence, pourtant reconnu comme ayant tous les critères d un concile œcuménique par les orthodoxes, avec la force dogmatique qui va avec...

J'ai bien peur que la détestation de notre décadence et de nos suzerains américains conduisent certains à idéaliser une "Russie" qui n'existe que dans leur imagination.

Ceci dit il est clair que le niveau de formation du clergé orthodoxe, globalement, ne cesse de monter, quand celui de l Église catholique est en chute libre...Péguy déjà le dénonçait.

PS: désolé pour les fautes éventuelles , l écriture d un post un peu long sur téléphone ne m est pas aisé.